I signori no e gli spreconi

13 AGO 20
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Nella manovra finanziaria in votazione in parlamento la parola d'ordine è tagliare gli sprechi e ridurre le spese MA: i sindaci dei paesini fino a 1.000 abitanti dicono NO, i presidenti delle province che dovrebbero sparire dicono NO, i parlamentari che dovrebbero dimezzarsi dicono NO, le regioni che vedrebbero ridursi i trasferimenti dalla stato dicono NO, quelli della TAV dicono NO, costruitela ma non a casa mia, la Camusso sa solo dire di NO, innalzare l'iva di 1 punto NO perchè è recessiva, ritassare i patrimoni rientrati NO perchè non si può, se toccano le pensioni succede un pandemonio. E allora? intanto negli ultimi 10 anni la spesa pubblica è passata da 479 miliardi del 2000 a 723 miliardi del 2010. I nostri governanti per poter essere rieletti continuano a spendere denaro pubblico in modo dissennato, alcuni organizzano feste di capodanno, altri concerti di cantanti o comici famosi pagando ingaggi di decine di migliaia di euro. Poi ci sono strade piene di buche, trasporti pubblici ridotti, ospedali cadenti. Non è compito del governante, sindaco o presidente di provincia/ regione fare divertire il cittadino, ma garantire servizi essenziali di qualità. Ho dato la mia adesione all'iniziativa di Milano Finanza per l'Italia e gli Italiani, ma dobbiamo cambiare radicalmente il modo di gestire la "res publica", altrimenti il baratro si avvicina.